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OBBEDIENZA E LIBERTÀ VITO MANCUSO Editore: Fazi Genere: Saggistica
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Che cosa è più importante nella vita di un essere umano,
l'obbedienza o la libertà? Questo testo intenso e coraggioso affronta il
"tragico paradosso" della coscienza cristiana, oggi inquieta come non
mai, perché divisa tra queste due polarità apparentemente opposte. Il
nuovo libro di Vito Mancuso propone un "discorso sul metodo" in presa
diretta, fondato non più sul principio di autorità, ma sul più esigente
principio di autenticità. Nella luce del delicato rapporto con il potere
ecclesiastico, i grandi temi della riflessione umana vengono declinati
in modo inedito, coinvolgente, talora entusiasmante e sempre con la
consueta chiarezza. La verità e il potere a partire dalla teologia
politica del Grande Inquisitore, la religione contaminata da politica e
laicità, l'identità umana tra anima e coscienza, il destino finale o
come nulla o come eternità, il dialogo tra le grandi religioni mondiali e
una bellissima meditazione sul motto episcopale del cardinal Martini.
La posta in gioco è particolarmente alta: una fede all'altezza dei
tempi, una concezione dinamico-evolutiva della verità. Vero manifesto
della teologia di Vito Mancuso, "Obbedienza e libertà" lancia un
messaggio forte e chiaro: da un lato la Chiesa deve liberarsi della
superata visione del mondo insita nella sua dottrina, dall'altro il
mondo laico deve tornare a interrogarsi sui grandi orizzonti della
ricerca spirituale...
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SPUDORATI. La grande beffa dei costi della politica: false promesse e verità nascoste MARIO GIORDANO Editore: Mondadori Genere: Saggistica
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Gli scandali raccolti nel nuovo libro di Mario Giordano hanno un
elemento in comune: sono tutti nati, trovati e scoperti negli ultimi
mesi. Proprio così: mentre i cittadini chiedevano di cancellare i
vitalizi della casta, quei vitalizi aumentavano. Mentre supplicavano di
ridurre gli sprechi, quegli sprechi raddoppiavano. Mentre urlavano di
ridurre le spese del Palazzo, le spese del Palazzo si moltiplicavano.
Mai visto niente di così spudorato. "E dunque" dice Giordano "come si fa
a mollare? Come si fa a tacere? La lotta contro le sanguisughe è appena
all'inizio. È una lotta difficile, e combattendo ogni tanto si rischia
pure di cadere nello sconforto. Anche questo libro farà venire a molti
il mal di fegato, ma continuare a indignarsi non è solo un diritto. È un
dovere: per noi, per la nostra storia, per il nostro futuro. Sono due i
grandi nemici che oggi dobbiamo combattere: da una parte c'è la
montagna di privilegi che ci sta soffocando, dall'altra c'è la
rassegnazione. E la rassegnazione è un lusso che non ci possiamo
permettere."
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UN REGNO CHE È STATO GRANDE. La storia negata dei Borboni di Napoli e Sicilia GIANNI OLIVA Editore: Mondadori Genere: Saggistica
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L'inaugurazione della pionieristica Napoli-Portici, la prima linea
ferroviaria italiana; la costruzione a Caserta della "Versailles
italiana" e a Napoli del teatro San Carlo, tempio della musica di
Rossini; l'istituzione della prima cattedra universitaria di economia e
commercio; le opere di pensatori illuministi come Antonio Genovesi e
Gaetano Filangieri; la meraviglia delle nuove scoperte negli scavi di
Ercolano e Pompei. Sono solo alcuni aspetti del fervore economico e
culturale che anima il Sud mentre al potere s'alternano cinque
generazioni di Borboni, re di Napoli e di Sicilia. Sovrani cancellati
dalla memoria insieme a un regno che è stato grande e subito
dimenticato: una "storia negata" dal Risorgimento, la cui storiografia
ufficiale ha descritto il Mezzogiorno prima dell'unità come il regno
dell'ignoranza, della paralisi economica, del parassitismo. Ma è stato
davvero così? O non si tratta invece di un'immagine mistificata,
costruita per celebrare la nascente epopea unitaria? Attraverso una
ricostruzione puntuale e a tratti sorprendente, Gianni Oliva risponde a
queste domande ripercorrendo un'esperienza politica che inizia nel 1734,
quando Carlo di Borbone diviene re di Napoli e di Sicilia, e prosegue
sino al 1861, quando l'ultimo re Francesco II, ormai sconfitto da
Garibaldi, è costretto ad abbandonare Gaeta sotto le bombe piemontesi.
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IL VELO NELL'ISLAM. Storia, politica, estetica RENATA PEPICELLI Editore: Carocci Genere: Saggistica
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Attorno alla questione del velo infuria un dibattito molto acceso
sia nei paesi musulmani sia in quelli occidentali. Chi lo indossa vede
in esso l'espressione della propria identità religiosa e culturale e, in
alcuni casi, politica; chi lo critica lo considera un ritorno al
passato, la prova evidente del diffondersi di un islam oscurantista e
misogino. In Occidente, dove è sempre più frequente incontrare donne
velate, quest'indumento rappresenta spesso l'emblema della sottomissione
femminile e del rifiuto ad integrarsi. Ma che cosa è questo pezzo di
stoffa che suscita tanto clamore? Qual è il suo significato? Per quali
ragioni è in crescita il numero delle donne che si velano? Perché si va
diffondendo la moda islamica? Il volume risponde a queste domande,
affrontando la questione da un punto di vista storico, religioso e
sociopolitico in una prospettiva temporale che va dall'alba dell'islam
fino ai giorni nostri.
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IL DISAGIO DELLA LIBERTÀ. Perché agli italiani piace avere un padrone CORRADO AUGIAS Editore: Rizzoli Genere: Saggistica |
In novant'anni di storia, dal 1922 al 2011, abbiamo avuto il
Ventennio fascista e il quasi-ventennio berlusconiano: per poco meno di
metà della nostra vicenda nazionale abbiamo scelto di farci governare da
uomini con una evidente, e dichiarata, vocazione autoritaria. Perché?
Una risposta possibile è che siamo un popolo incline all'arbitrio, ma
nemico della libertà. Vantiamo record di evasione fiscale, abusi
edilizi, scempi ambientali. Ma anche di compravendita di voti,
qualunquismo: in poche parole una tendenza ad abdicare alle libertà
civili su cui molti si sono interrogati. Da Leopardi a Carducci che
dichiarava "A questa nazione, giovine di ieri e vecchia di trenta
secoli, manca del tutto l'idealità", fino a Gramsci che lamentava un
individualismo pronto a confluire nelle "cricche, le camorre, le mafie,
sia popolari sia legate alle classi alte". Per tacere di Dante con la
sua invettiva "Ahi serva Italia, di dolore ostello!" e di Guicciardini
con la denuncia del nostro amore per il "particulare". Con la libertà
vera, faticosa, fatta di coscienza e impegno sembriamo trovarci a
disagio, pronti a spogliarcene in favore di un qualunque Uomo della
Provvidenza. Questo libro, un'indagine colta e curiosa su una pericolosa
debolezza del nostro carattere, è anche un appello a ritrovare il senso
alto della politica e della condivisione di un destino. La libertà,
intesa come il rispetto e la cura dei diritti di tutti, non è un'utopia
da sognare ma un traguardo verso cui tendere.
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