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Link LA VARIANTE AL PIANO REGOLATORE GENERALE Link IL QUADRO AMBIENTALE E PAESAGGISTICO
  Link LA PROGETTAZIONE PARTECIPATA
  Link GLI OBIETTIVI DELLA VARIANTE
  Link IL SISTEMA INSEDIATIVO

 


LA VARIANTE AL PIANO REGOLATORE GENERALE

La Variante al Piano Regolatore Generale e tutte le operazioni urbanistiche in corso di attuazione sono permeate (in coerenza come detto con la nuova legislazione urbanistica nazionale e regionale) dello stesso concetto di "perequazione",
Per dirla in due parole, le amministrazioni pubbliche si accordano con i privati per far sì
che l'unico potere effettivo in mano all'amministrazione, ovvero la programmazione
dello sviluppo del suo territorio, porti per l'ente pubblico non solo i dovuti oneri di
urbanizzazione, ma anche le risorse per realizzare tutte le aree a standard ed in ultima analisi per realizzare le previsioni di PRG.
Tali concetti sono stati applicati, oltre che per i già menzionati accordi con Edilima, Golin e Finvit, anche per l'acquisizione di aree a verde pubblico in Via Del Medico ed in zona Prà del Donatore.

Nel PRG si mette "a sistema" tale corretta pratica urbanistica, e la si attua concordando con il privato in via preventiva delle forme di contropartita, che può essere la cessione gratuita al Comune di una percentuale delle aree stesse (dal 30% al 60%), per la realizzazione di fasce boscate, oppure di verde pubblico attrezzato e piazze, ovvero la realizzazione di strutture pubbliche.
Questo metterà il Comune, nel giro di breve tempo, nella condizione di realizzare un grande sistema di aree boscate di sua proprietà, situate ai margini delle zone edificate, che oltre a rappresentare nuove aree di grande pregio ecologico e ambientale, ed essere il presidio verde alla zona agricola ed alle aree di particolare valenza ambientale (vedi quella del Brentella), saranno una forma di "compensazione ecologica" rispetto ai nuovi ambiti edificati.
Tali aree, che sono aggiuntive rispetto agli standard previsti per il verde, potranno essere utilizzate per un uso ricreativo nonché per la produzione di biomasse.
Nelle aree centrali invece il concetto di perequazione si traduce nell'acquisizione alla collettività di un grande numero di aree a destinazione pubblica finora restate

sulla carta, ovvero nella realizzazione di opere pubbliche ritenute indispensabili (es. ponte e passerella sul Brentella).
La cosa più importante e innovativa è che, avendole concordate preventivamente con i privati e gli enti interessati, le aree di perequazione sono aree di cui la collettività potrà disporre in breve tempo.

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1 - IL QUADRO AMBIENTALE E PAESAGGISTICO

 

L'abitato di Limena si estende su un territorio pianeggiante, caratterizzato dall'attestarsi, lungo la Statale di un'ampia zona produttiva, e delle recenti zone di espansione residenziale del capoluogo, oltre che, storicamente, dalle testimonianze dell'antico centro.
Questo l'asse portante dello sviluppo urbano; ma attorno ai nuclei edificati si estende una vasta campagna, che ancora conserva molti dei caratteri del territorio agricolo: filari, canali di irrigazione, strade poderali, edifici rurali; e aziende agricole, importanti e attive, la cui presenza è fra i fattori che hanno MAGGIOrmente favorito la conservazione e lo sviluppo dell'ambito rurale.
Due importanti corsi d'acqua, il Brenta e la Brentella, contribuiscono in modo determinante a c a r a t t e r i z z a r n e l'ambiente naturale: il Brenta, che scorre lungo il confine comunale orientale, si inserisce in un contesto rurale disegnato da un tracciato di paleoalvei che si estende fino a ridosso del centro antico, rimasto in gran parte libero da edificazioni anche perché caratterizzato dalla presenza di ampie zone esondabili; e la Brentella, che percorre il territorio comunale da sud-ovest a nord-est, e che al contrario del Brenta, ha sviluppato legami più diretti con i nuclei edificati che costeggia per gran parte
del suo corso; Nel tratto iniziale, subito dopo la derivazione dal Brenta, attraversa il nucleo
più antico.
Per gran parte della sua storia, Limena è stata profondamente segnata dalla presenza di
questi corsi d'acqua; e solo negli anni più recenti lo sviluppo residenziale e produttivo
ha seguito logiche diverse, legate prevalentemente alla vicinanza delle vie di
comunicazione.

Non è dunque un territorio anonimo e indifferente, quello di Limena, come a volte accade per i comuni alla periferia della grandi città capoluogo; ma piuttosto un territorio con una precisa identità, assai bene riconoscibile, nonostante la forte domanda di sviluppo insediativo di questi ultimi anni.
Come tale, esso rappresenta un punto di riferimento costante nell'elaborazione della Variante.

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2 - LA PROGETTAZIONE PARTECIPATA

 

Il lavoro di redazione della Variante è giunto ormai ad un fase avanzata del suo sviluppo; esso è stato preceduto da una precisa fase di analisi e lettura delle problematiche urbanistiche, condotta nelle forme della partecipazione svolta all'interno di un laboratorio organizzato dal Comune.

Il documento che descrive il lavoro svolto e le aspettative degli abitanti rispetto alle scelte
urbanistiche possibili ha costituito una utile base di partenza per acquisire rapidamente molti
elementi di conoscenza del territorio, e per mettere a fuoco alcune delle più importanti tematiche progettuali. Molti degli obiettivi e gran parte delle scelte descritti in questa relazione, derivano dalle proposte formulate da cittadini, e condivise dal gruppo di progettazione.
Occorre anche ricordare che per alcune aree particolarmente importanti, l'Amministrazione
ha già avviato le fasi dello studio e della consultazione con i privati interessati: alcune di
tali aree sono oggetto di piani attuativi, con iter giunti oramai alla fase conclusiva, ma altre sono invece ancora aperte a soluzioni diverse.
Di questo si è evidentemente tenuto conto, almeno per quegli aspetti che hanno ripercussioni sul sistema residenziale complessivo, così da poter lavorare coerentemente su fronti diversi.

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3 - GLI OBIETTIVI DELLA VARIANTE

Sulla scorta delle informazioni raccolte, e dopo un'attenta lettura del territorio condotta attraverso la consultazione di documenti storici e l'effettuazione di sopralluoghi e incontri, i
contenuti e gli obiettivi della Variante si sono meglio definiti, e possono essere riassunti nei
punti seguenti:

  • A - mantenere, almeno, il livello di qualità raggiunto, considerando in questa prospettiva i benefici che verranno dalla realizzazione dei progetti infrastrutturali in programma (tangenziale e nodo viario di Ponterotto);
  • B - prevedere una crescita residenziale basata non solo sull'aumento naturale della popolazione, ma tale da tener conto di una pressione proveniente dall'esterno che deve
    essere governata e anticipata, piuttosto che subita; e allo stesso tempo orientata a sviluppare una integrazione tra quanti lavorano a Limena, e quanti effettivamente vi abitano;
  • C - operare attraverso strumenti urbanistici diretti, attuativi e, ove occorre, complessi in grado di definire un assetto urbanistico capace di rispondere positivamente ai nodi determinati dal recente sviluppo insediativo, e dagli interventi già programmati;
  • D - concepire un disegno urbano a misura dei nuclei residenziali esistenti, tenendo conto delle
    esigenze di nuova centralità e di riqualificazione urbanistica nel centro storico, e della dimensione e della dotazione di servizi nei due nuclei di Taggì;
  • E - definire le nuove espansioni residenziali in relazione alle preesistenze e alle nuove e passate domande di miglioramento urbanistic

 

4 - IL SISTEMA INSEDIATIVO
Limena ha una marcata configurazione insediativa, anche se le diverse parti non hanno fra loro una precisa integrazione: la consistenza delle abitazioni costruite prima del 1960, pari solo al 26% del totale e la quota di popolazione residente nelle case sparse, pari al 15%, ne evidenziano in modo sintetico la struttura.
La morfologia insediativa è assai variegata: risulta costituita da una parte più densamente urbanizzata, rappresentata dal nucleo storico, dalla zona residenziale degli anni '60 e '70, dai

più recenti Peep e dalla zona industriale; da alcuni nuclei esterni consolidati, il Taggì di Sopra, il Taggì di Sotto e il Borgo del Medico; e dal territorio agrario, dove l'insediamento sparso risulta comunque consistente.
Per quanto riguarda il centro urbano, è stata evidenziata una ricorrente tipologia insediativa "a corte", oggi difficilmente leggibile se non negli episodi di riqualificazione quali quello
dell'area ex Breda. La lettura delle funzioni delle aree ha evidenziato come accanto al centro storico vero e proprio (sistema di piazza Diaz, area Barchesse ed area ex Breda), esiste un centro moderno di Limena, che è quello delle banche e dei servizi, identificabile nei dintorni dell'area della Cassa di Risparmio.
Proprio questa lettura (del resto suggerita fortemente dal gruppo di partecipazione) e la constatazione dell'esistenza di un'area, quella di Villa Salata, oggi in degrado e marginalizzata, ma comunque con delle fortissime potenzialità di riqualificazione in termine di centro urbano in rapporto al suo intorno e nel suo possibile rapporto con la realtà della chiesa che solo il diaframma della strada oggi separa, ha fatto concentrare l'interesse del piano proprio su tale zona.
In effetti si è individuato proprio nella direttrice Villa Salata - Chiesa un altro potenziale asse trasversale in grado di spezzare l'assialità nordsud oggi imposta dalla statale.
All'interno di un piano generale che qualifichi tutto quel quadrante di Limena, proprio il recupero dell'edificio storico di villa salata, per la sua naturale morfologia a corte porticata, può fungere da quinta di un nuovo spazio centrale, e di una nuova piazza a scala urbana che si specchia oltre la strada su quella della chiesa.

Tale prospettiva va ovviamente sviluppata contestualmente ad un ripensamento dell'asse della dismessa statale, che questa Variante comunque prefigura.
Altro concetto emerso dai gruppi di partecipazione e sviluppato in questo piano è quello di una Limena policentrica, ovvero di una Limena che guarda con interesse al suo sviluppo anche nelle due località di Taggì di Sopra e Taggì di Sotto, finora lasciate ai margini del sistema insediativo generale, sviluppato solamente sul lato di Villafranca.
Un altro tema cruciale è quello della ridefinizione dei margini edificati, da rendere più riconoscibili e concreti, attraverso l'applicazione di due semplici concetti: quello della "perequazione" e quello della "compensazione ecologica".
Il concetto di perequazione prevede che l'intero comparto in gioco sia ricompreso in un perimetro unico, con un indice di edificabilità molto contenuto che interessa l'intero ambito, ma con volumetrie realizzabili solo all'interno della zona adiacente a quella già costruita; il resto del comparto viene ceduto al comune nel contesto del piano attuativo vuoi come ambito di forestazione, vuoi come parte del parco fluviale.
In questo modo si ottiene il duplice risultato di omogeneizzare realmente il valore delle aree, senza penalizzare alcuni proprietari rispetto ad altri e, rendendo pubblico il resto della zona, di impedire eventuali future nuove richieste di edificazione.
Proprio le aree di confine tra la zona agricola e quella abitata, che sono cedute secondo il modello perequativo per l'attuazione dei singoli comparti, sono pensate in termini innovativi come fasce di forestazione urbana, e sono destinate a formare vaste aree pubbliche boscate ed a parco, che danno una "compensazione ecologica" alle espansioni (fino al 40% delle aree), e creano un largo polmone verde ("ring") attorno alle aree edificate.
Le nuove aree di espansione si collocano quindi in posizione defilata ri-spetto al nucleo verde, raccordandosi piuttosto con l'edificato esistente, completandolo.

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