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Sono le:


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URBANISTICA




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Recupero urbano da accordi pubblico privato

La legislazione urbanistica come la giurisprudenza, nel corso degli ultimi anni non sono più orientate a far prevalere sempre e comunque l'interesse pubblico a scapito di quello privato, ma piuttosto a far convergere, nei limiti del possibile, i due interessi.
E' altresì opportuno aggiungere che lo strumento dell'esproprio diventerà sempre più uno strumento marginale per le amministrazioni pubbliche, nonostante l'applicazione della nuova
legge sugli espropri e la nuova legge urbanistica, già approvate, siano state rimandate
all'anno venturo.

Ne consegue che sempre più spesso le amministrazioni comunali cercano di realizzare le loro previsioni urbanistiche o di far realizzare a privati le opere pubbliche ritenute prioritarie, reperendo aree o risorse attraverso accordi di programma con soggetti privati.
Queste nuove procedure hanno permesso di sbloccare nel Veneto una serie innumerevole di piani attuativi che erano bloccati oltre che dalla mancanza di intesa tra enti pubblici e privati, anche dalla effettiva farragginosità burocratica di tali strumenti: è per Limena il caso del cosiddetto Piano Barchesse ed è il caso della zona direzionale nella Zona Industriale.

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AREA BARCHESSE/EDILIMA
Ditta: Edilima SRL
Progetto: arch. Guido Zordan, arch. Franceschini
Stato dell'intervento: avvenuta approvazione del piano in Consiglio Comunale

Questo intervento, di cui è superfluo sottolineare la portata storica, è il frutto di un accordo di
programma con il privato, nel quale il privato stesso si è impegnato a realizzare e cedere al comune 13.000 mq a servizi ed a verde pubblico attrezzato (11.000 in più di quanto previsto ordinariamente dagli standard per i piani attuativi), a fronte di un incremento di volume netto concesso dal comune pari a 6.000 mc (totale 28.000).
Il compromesso tra chi in quest'area voleva più edificazione e chi voleva più verde è stato dunque trovato ed è un compromesso di alto profilo.
La prevalenza degli spazi di uso pubblico rispetto a quelli privati è più che evidente, l'eccedenza degli spazi a verde e servizi è lampante, l'interesse pubblico anche dopo la variante è ancora di gran lunga prevalente su quello privato.
Accanto a questi dati, che pure sono significativi per determinare la bontà economica dell'operazione per il comune, bisogna sottolineare come dal punto di vista urbanistico architettonico
Questo intervento, di cui è superfluo sottolineare la portata storica, è il frutto di un accordo di
programma con il privato, nel quale il privato stesso si è impegnato a realizzare e cedere al comune 13.000 mq a servizi ed a verde pubblico attrezzato (11.000 in più di quanto previsto ordinariamente dagli standard per i piani attuativi), a fronte di un incremento di volume netto concesso dal comune pari a 6.000 mc (totale 28.000).
Il compromesso tra chi in quest'area voleva più edificazione e chi voleva più verde è stato dunque trovato ed è un compromesso di alto profilo.
La prevalenza degli spazi di uso pubblico rispetto a quelli privati è più che evidente, l'eccedenza degli spazi a verde e servizi è lampante, l'interesse pubblico anche dopo la variante è ancora di gran lunga prevalente su quello privato.
Accanto a questi dati, che pure sono significativi per determinare la bontà economica
dell'operazione per il comune, bisogna sottolineare come dal punto di vista urbanistico architettonico il progetto sia armonico e ben rapportato con la barchessa, il bene primo da tutelare, ma anche e soprattutto è un'opera contemporanea, legata all'attualità della architettura italiana.
Per quanto riguarda l'accessibilità all'area delle due barchesse, questa è massima, dando priorità alle bici ed ai pedoni, sfruttando il previsto collegamento diretto con i quartieri PEEP e
Porra.
L'accessibilità veicolare è limitata al perimetro dell'area, e attorno a tale perimetro sorgono i
necessari parcheggi.
Insomma, il disegno che si sta sviluppando non è che la realizzazione di un grande spazio verde aperto a tutto il paese, con al suo interno funzioni quanto più possibile diverse: mercato, luogo di commerci, area da destinare al tempo

libero, al gioco dei bambini, alle attività culturali, alle attività sociali, alla residenza intesa come presidio vivo di un luogo da vivere ventiquattro ore al giorno, a tutte le attività che un
luogo come questo può ospitare.
Le forme dell'urbanistica di questo progetto sono indiscutibilmente moderne e innovative, e questo ha ancora più significativo nel contesto italiano, contesto in cui fatica trovare spazio una architettura realmente contemporanea, almeno un poco slegata dalle regole del profitto
immediato e del facile consenso.
Più che le cifre, comunque lampanti sulla bontà dell'operazione, conta il risultato finale, e cioè
che Limena vedrà realizzare uno spicchio importante del suo centro alla fine di un percorso di urbanistica partecipata, per mano di un architetto e urbanista di fama mondiale.

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AREA BARCHESSE/GOLIN
Ditta: Golin
Progetto: arch.Giuseppe Cappochin
Stato dell'intervento: avvenuta approvazione del piano in Consiglio Comunale


Vista ovest progetto Golin
Questo intervento, che si inserisce nell'impianto complessivo concepito dal Prof. Zordan, ha una importanza dal punto di vista culturale ancora più grande di quello sopra descritto, nonostante le quantità siano inferiori.
Il risultato di tale accordo è che il comune di Limena, a fronte della possibilità concessa di realizzare un volume di 7500. mc, e l'accordo di valorizzare un'area della stessa proprietà a Taggì di sopra, potrà disporre nell'area tra le barchesse di ulteriori 10.500 mq, parte da sistemare a verde pubblico attrezzato, e parte a servizi.
Tenendo conto che attorno alla barchessa/municipio il comune ha sistemato a prato 15.500 mq, si fa presto a tirare le somme e dire che un cittadino di Limena, in una delle aree centrali del paese, potrà passeggiare (senza contare gli spazi a piazza ed i percorsi pubblici) in uno spazio a verde e servizi di 39.000 mq; per dare un'idea della grandezza, è una misura equivalente a cinque campi da calcio di medie dimensioni; per dare un'altra idea, significa in pratica che ogni cittadino limenese sarà più ricco di circa 3,3 mq di verde pubblico nuovo.


Progetto Golin - prospettiva

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AREA DEL CENTRO DIREZIONALE/FINVIT
Ditta: Finvit SPA
Progetto: arch. Giorgio Genero
Stato dell'intervento: avvenuta approvazione del piano in Consiglio Comunale
L'intervento proposto dal privato prevede di dotare finalmente la zona industriale di Limena di un'area direzionale, di un'area dunque dove possano concentrarsi tutte le attività legate al terziario (es. uffici, banche, sedi di aziende pubbliche o private).
La proposta rappresenta una occasione storica per la Zona Ind di Limena, che vede mettersi in moto un processo di riqualificazione complessivo a partire dal suo punto centrale.
L'accordo, realizzato dopo un anno e mezzo di serrate trattative, è stato recepito dall'amministrazione a fronte della chiara dimostrazione dell'interesse pubblico di tutta
l'operazione e della rinuncia a qualsiasi ipotesi di centro commerciale (è possibile infatti una
sola media struttura di vendita di max 1000 mq).
L'opportunità di insediare, a parità di superficie, una percentuale di volume a destinazione
direzionale in più pari al 10% di quanto previsto dal PRG in precedenza (118.000 mc contro i
previsti 106.000 di PRG) non è apparsa un serio ostacolo urbanistico, poiché in molte zone
direzionali, tra cui quella di Padova, non vige il parametro della cubatura ma semplici rapporti di superficie coperta.
Anche il fatto di andare in altezza risponde a criteri di uno sfruttamento ottimale del territorio, poiché se si va in altezza si incide meno sulla quantità di superficie sacrificata alla costruzione, e si afferma visivamente un concetto importante: questo è il centro della zona industriale; questo è di fatto quanto già prevedeva il PRG, e l'aumento in altezza da 21 m a 28 m alla fine vuole dire due piani in più (nove anziché sette).
L'unico reale aumento di incidenza urbanistica è dato dalla previsione di poter ospitare nella zona
a servizi, tra le altre destinazioni quali auditorium e palazzetto dello sport, anche quella di un cinema multisala, e la conseguente possibilità di coprire una porzione di area in più di quanto previsto in precedenza dal PRG (7.000 mq su 60.000 complessivi di area).
L'ipotesi del cinema multisala è stato valutato per tutti i suoi possibili impatti, in primo luogo quello sulla viabilità: a tal fine l'amministrazione si è premunita prevedendo che fosse il privato ad

Particolare edificio multisala
accollarsi l'onere della progettazione e realizzazione della tanto attesa rotatoria al centro della Z.I., che sarà tanto più necessaria una volta completata la tangenziale; tale progetto ha avuto l'avvallo della Provincia, l'Ente gestore della 47; si è inoltre preteso uno studio del traffico che partisse da una precisa indagine sui flussi di traffico reali; tale analisi dimostra come la rotatoria in progetto, per le sue dimensioni, sarà sufficiente a fare confluire senza conflitti i flussi di traffico
attuali, quelli previsti dai nuovi insediamenti, e quelli in arrivo dalla nuova bretella sulla tangenziale.
Anche il numero dei parcheggi è stato dimensionato in maniera più che abbondante, tanto più che gli standard a parcheggio per il direzionale sono i più severi (1034 posti auto a livello del
suolo e quindi escludendo i parcheggi interrati, comunque presenti).
La contropartita per il paese di Limena è evidente: oltre alla citata rotatoria tra via bredavolta
e la 47, del valore stimato di 1 miliardo di vecchie lire, il privato si obbliga a realizzare uno
stabile da adibire a distretto sanitario (mq 250 + sistemazione del parcheggio antistante) del
valore stimato di circa 600 mil di vecchie lire, a realizzare la ricalibratura di Via Volta per ricavare nuovi parcheggi pubblici in sede protetta con rifacimento del marciapiede e illuminazione pubblica fino a via del Santo, a realizzare una nuova condotta di scolo per le acque meteoriche indispensabile per tutta la Zona Industriale da via Breda al Brentella, del valore stimato di 1,2 miliardi di vecchie lire, a cedere e realizzare 15.200 mq di verde pubblico di prg in area limitrofa, per un controvalore di 1 miliardo; Oltre ai freddi dati numerici che dimostrano in maniera chiara

Progetto distretto sanitario

come sia in realtà limitato l'impatto complessivo sul territorio (il 10% di volume direzionale in più è sostanzialmente giocato in altezza e possibilità di realizzare un cinema multisala), tale progetto presenta almeno altri tre aspetti di grande positività: 1- per la prima volta i cittadini possono vedere come una iniziativa della Zona Industriale abbia delle ricadute anche per il paese di Limena, oltre che per i proprietari delle aree; 2- dal punto di vista socioculturale un cinema multisala vuole dire un centinaio di posti di lavoro tipicamente giovanile/studentesco, ma anche la riabilitazione culturale di tutta la nostra
cittadina, dopo che per vari motivi si è stati costretti a dismettere la storica sala del cinema;
3- L'area centrale della Z.I. verrà riconvertita ad un presidio sociale sicuro, che è quello delle
famiglie e dei giovani, l'utenza d'elezione dei cinema.

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AREA BARCHESSE/EDILIMA AREA BARCHESSE/GOLIN AREA DEL CENTRO DIREZIONALE/FINVIT
     
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