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Sono le:


STATISTICHE


AMBIENTE


LEGAMBIENTE VOLONTARIATO LIMENA

PICCOLA GUIDA
DEL BUON COMPOSTATORE

a cura di Stefano Bassan

MANIFESTO IDEALE

Abbiamo appena abbandonato la soglia di un secolo che ha conosciuto la guerra e la pace, la fame ed il benessere. Oggi viviamo in una società dominata dalle leggi del mercato e del consumo senza limiti e da un benessere ormai esteso e generale seppur incerto e fragile, ma fatichiamo a comprendere che ogni vantaggio ha un prezzo e che non possiamo non accettare le conseguenze del nostro agire e quindi del nostro consumare. Del consumismo ci farebbe comodo tenere solo i vantaggi, e spesso agiamo dimenticando che ogni medaglia ha sempre due facce. Diventiamo perciò MAGGIOrmente consapevoli della nostra responsabilità personale nell'indirizzare il destino di questa nostra terra, non pensiamo che debbano essere sempre gli altri a fare e che noi abbiamo "già dato". Dobbiamo recuperare il legame ormai dimenticato con le radici della nostra stessa esistenza di uomini su questo pianeta e la coscienza di una fratellanza perduta con ogni altro essere vivente.


PREMESSA

Quanti di voi in autunno inoltrato durante una passeggiata nel bosco o lungo l'argine alberato di un fiume rimescolando con i piedi il manto di foglie morte deposte dal vento ai piedi degli alberi avranno avvertito un gradevole odore che non sapeva d'altro che di natura.
Ogni anno in autunno il bosco "muore", gli alberi si spogliano, le foglie si arrossano, ingialliscono si seccano e cadono ai loro piedi, ne ricoprono le radici formando un tappeto continuo del color della ruggine, dal gradevole e speziato odore di terra e di piante.
Gli scarti organici della natura, le foglie, i rami, i resti di animali e di insetti alla fine del loro ciclo vitale posandosi a terra cominciano il grande sonno che lentamente li trasformerà, tutti insieme, in Humus. Perderanno la loro forma e i colori originari per assumerne di nuovi e di diversi, creando uno strato di soffice terriccio di colore scuro, profumato, prezioso e unico, che restituirà agli stessi alberi che lo hanno generato le sostanze necessarie per crescere, vegetare e continuare all'infinito il rigenerante ciclo esistenziale della natura.
Gli scarti organici dell'uomo invece, i rifiuti della cucina, messi nel sacchetto della spazzatura dopo qualche giorno "puzzano" e non vediamo l'ora di disfarsene.
Ma perché questa differenza?
Il sottobosco è un super organismo vivente capace di autoalimentarsi trasformando in continuazione materiale organico "usato" in Humus, mentre la pattumiera è un semplice contenitore, un recipiente vuoto destinato a raccogliere il materiale organico "usato" dall'uomo per alimentarsi in attesa di liberarsene.
Ogni prodotto della natura di cui l'uomo si ciba è costituito di una parte commestibile e di una non commestibile … ma che non lo è più per l'uomo! In realtà ciò che a noi non serve più potrebbe servire ancora a qualcun altro. Lo sanno bene i contadini che non buttano nulla di quel che resta dalla mensa quotidiana, per la gioia di galline, cani e gatti.

Questa GUIDA vuole suggerire, in modo semplice e completo, come liberarsi nel modo più facile e naturale possibile degli scarti alimentari imitando ciò che la natura fa nei nostri sottoboschi, riproducendo cioè in modo artificiale lo stesso organismo vivente che trasforma in Humus i "rifiuti" del bosco.

IL COMPOSTAGGIO DOMESTICO
 1 - Imitando la natura
2 - Cosa Compostare
3 - Una macchina biologica
4 - Le 5 regole d'oro del compostaggio
5 - Come evitare gli odori
6 - Indicazioni per l'uso del compost


 

 

 

IMITANDO LA NATURA

Con il compostaggio vogliamo imitare i processi che in natura riconsegnano le sostanze organiche al ciclo della vita. In natura la sostanza organica prodotta e non più "utile" alla vita (foglie secche, feci, spoglie di animali, ecc.) viene decomposta dai microrganismi presenti nel terreno che la restituiscono al ciclo naturale. Le componenti meno degradabili rimaste costituiscono l'humus una vera e propria riserva di nutrimento per le piante data la capacità di liberare lentamente ma costantemente gli elementi nutritivi, assicurando la fertilità costante del suolo.

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COSA COMPOSTARE

SI!

  • Avanzi Di Cucina
  • residui di pulizia delle verdure
  • bucce
  • pelli
  • fondi di the e caffè
  • Scarti del giardino e dell'orto
  • legno di potatura
  • sfalcio dei prati
  • foglie secche, fiori appassiti, gambi
  • Altri materiali Biodegradabili
  • carta non patinata
  • cartone
  • segatura e trucioli provenienti da legno non trattato


POCO

  • Avanzi di cibo di origine animale
  • pesce
  • carne
  • Piante resistenti alla degradazione
  • foglie di magnolia, lauroceraso
  • aghi di conifere
  • bucce di arancia


NIENTE

  • lettiere per i cani e gatti
  • vetro
  • pile scariche
  • tessuti
  • vernici
  • manufatti in plastica o metallo
  • farmaci scaduti
  • carta patinata (riviste)

 

 

 

UNA MACCHINA BIOLOGICA

Il processo di compostaggio avviene in presenza di ossigeno, in contatto con l'aria: questa è la garanzia di una buona trasformazione e della mancanza di cattivi odori. Il compostaggio è un processo naturale perché tutto il merito delle trasformazioni è di batteri "aerobici" e funghi presenti naturalmente nel terreno e negli scarti, che degradano e trasformano la sostanza organica. Tali batteri hanno bisogno per la loro vita dell'ossigeno presente nell'aria. Per merito dell'attività batterica la temperatura del materiale aumenta al punto che può ottenere l'effetto di eliminare i microrganismi dannosi (igienizzare) presenti negli scarti.

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LE 5 REGOLE D'ORO DEL COMPOSTAGGIO
1
Scegliere il luogo adatto

Il COMPOSTER va posto all'ombra d'estate : l'ideale sarebbe all'ombra di alberi che in inverno perdono le foglie, in modo che in estate il sole non possa essiccare il materiale, mentre in inverno i tiepidi raggi solari accelerino le reazioni biologiche.


2
Preparare la miscela ideale


La miscela ideale dei materiali organici da compostare serve :

  • a fornire in modo equilibrato gli elementi necessari all'attività microbica
  • a raggiungere l'umidità ottimale
  • a garantire la porosità necessaria ad un sufficiente ricambio dell'aria.


Un modo semplice per garantire un buon equilibrio è quello di miscelare sempre gli scarti più umidi con quelli meno umidi. La "miscelazione" si può ottenere mediante la "stratificazione" alternata dei due gruppi di scarti (strati alti 5/10 cm). Si rammenta che per degradarsi più velocemente e garantirsi un compost di grana fine da usare facilmente i materiali vanno tagliati e sminuzzati in piccoli pezzi.


3
Assicurare una buona ossigenazione

Occorre rivoltare periodicamente il materiale in modo da facilitare il ricambio di aria e garantire sufficiente porosità Mai comprimere il materiale! Per avere un idea sulla lunghezza del ciclo sul numero e frequenza dei rivoltamenti in cumuli con sufficiente porosità, si può consigliare:

inverno1 rivoltamento ogni 3-4 mesi
estate1 rivoltamento ogni 2 mesi

4
Verificare assenza umidità eccesso


L'umidità del COMPOSTER tende a cambiare in conseguenza di piogge ed evaporazione. La giusta umidità si ottiene e mantiene:

  • mediante una equilibrata miscelazione degli scarti;
  • evitando il ristagno dell'acqua in eccesso;
  • ponendo alla base del COMPOSTER uno strato di 10/15 cm di materiale legnoso
  • innaffiando se necessario.

5
Controllare la temperatura


La temperatura all'interno del COMPOSTER dovrebbe innalzarsi sensibilmente all'inizio per la massiccia attivazione delle trasformazioni microbiche (se la miscelazione è stata ben eseguita ed i microbi hanno a disposizione acqua ed elementi nutritivi in misura sufficiente); poi, man mano, dovrebbe diminuire ai livelli della temperatura ambiente, parallelamente alla diminuzione di intensità delle trasformazioni stesse.

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COME EVITARE GLI ODORI

Un compostaggio ben condotto non deve produrre odori sgradevoli. Se accade vuol dire che il sistema di trasformazione biologica che porta alla degradazione dello scarto organico si "inceppa", probabilmente per queste ragioni:

  • eccesso di azoto (basso rapporto C/N della miscela) e liberazione dello stesso in forma ammoniacale (odore di urina);
  • condizioni anaerobiche (cioè mancanza di ossigeno per scarsa porosità o eccesso di umidità) con putrefazioni e produzione di sostanze che producono odori.

Ecco le misure di prevenzione:

  • provvedete ad una giusta miscelazione degli scarti, sin dalla fase di accumulo, evitando sia gli eccessi di azoto (C/N equilibrato) che di umidità ed assicurando la porosità necessaria;
  • conferite e mantenete una giusta porosità nel materiale mediante una opportuna aggiunta di materiale "strutturante" (legno, foglie secche, cartone lacerato grossolanamente);
  • assicurate il drenaggio al "piede" del COMPOSTER, con uno strato di fascine o trucioli di 10/15 centimetri;
  • assicurare una buona ossigenazione del compost rivoltando quando necessita (soprattutto in cumuli poco porosi) per rifornire di ossigeno l'interno del cumulo contenuto nel composter;
  • coprite eventualmente il cumulo del composter con materiali "filtranti"; rispondono a questi requisiti i materiali con un'alta superficie reattiva, quali la terra (quella argillosa in particolare) e soprattutto il compost maturo.
  • non interrare la base del composter per assicurare l'ossigenazione del compost;

 

 

 

INDICAZIONI PER L'USO DEL COMPOST
 In dipendenza dai tempi di compostaggio si distinguono essenzialmente tre tipi di compost:
compost fresco (2/4 mesi)
 compost ancora in corso di trasformazione biologica.
E' un prodotto ancora ricco in elementi nutritivi fondamentali per la fertilità del suolo e la nutrizione delle piante, grazie alla facilità con cui può rilasciare tali elementi nel corso delle ulteriori trasformazioni cui deve sottostare; evitate l'applicazione a diretto contatto con le radici perchè non è sufficientemente "stabile"; da impiegare nell'orto ad una certa distanza di tempo dalla semina o dal trapianto della coltivazione;
compost pronto (5/8 mesi)
 compost già stabile in cui l'attività biologica non produce più calore.
A causa delle trasformazioni più lente ha un effetto concimante meno marcato; possibile l'impiego per la fertilizzazione dell'orto e del giardino subito prima della semina o del trapianto;
compost maturo (12/18/24 mesi)
 

compost che ha subito una fase di maturazione prolungata.
È il compost che possiede il minor effetto concimante, ma che presenta caratteristiche fisiche (grado di affinamento) e di perfetta stabilità, idonee al contatto diretto con le radici e i semi anche in periodi vegetativi delicati (germinazione, radicazione, ecc.); indicato soprattutto come terriccio per le piante in
vaso e per le risemine e rinfittimenti dei prati.

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